PASCUALITA: “La sposa cadavere”

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Quello che vi stiamo per raccontare non riguarda il famoso film animato di Tim Burton del 2005, ma bensì una storia molto particolare che vede le sue origini molti decenni prima. Siamo agli inizi del 1930, nella cittadina di Chihuahua in Messico, qui troviamo Pascuala Esparza una donna che lavora presso il suo atelier per spose “La Popular” ed è in procinto di concludere il confezionamento dell'abito più importante della sua vita, quello per sua figlia che da li a qualche giorno dovrà convolare a nozze. La gioia di questa madre era immensa come quella di tutte quelle madri che hanno la fortuna di vedere le proprie figlie vestire di bianco ed essere le principesse del loro giorno più bello. Tutti i preparativi per il giorno delle nozze erano stati portati a compimento ed anche l'abito ormai era pronto. La mattina del matrimonio tutti si alzarono presto, ma durante gli ultimi istanti, prima di procedere verso la chiesa, la figlia di Pascuala ebbe un malore, non fu chiaro da subito quale fosse il problema, ma le cose presero velocemente una piega drammatica infatti, la promessa sposa, in pochissimi minuti perse i sensi e morì. Nello stupore di tutti si venne a sapere che la causa della morte fu per un morso da parte di un piccolo insetto che però aveva un veleno potentissimo, la sposa fu vittima di una vedova, la famosa vedova nera, un aracnide tanto piccolo quanto letale abbastanza comune nelle zone del centro America e che non lasciò scampo alla giovane. Quello che doveva essere il giorno più bello per Pascuala e sua figlia, divenne il giorno più tragico ed insopportabile. Pascuala si diceva fosse una donna forte, ma di fronte a quella tragedia anche la forza di Pascuala venne meno tanto da non accettare che la figlia fosse andata via così prematuramente ed in quelle circostanze senza aver avuto la possibilità di vivere il suo giorno da principessa. Si racconta che il dolore di questa donna fu tale da non permettere la sepoltura della ragazza sottraendo il corpo alle autorità facendone perdere traccia. Qui finisce la storia della giovane ragazza, il cui nome venne perso nel tempo come il suo cadavere, ma qualcosa di insolito compare nella vetrina de La Popular. Siamo alla fine di Marzo e sono passate poche settimane dalla morte della giovane ragazza, nel negozio di Pascuala viene messo un nuovo manichino con un bellissimo abito bianco, nulla di strano, era un negozio di abiti per spose ed esporre vestiti, soprattutto di ottima fattura era normale consuetudine, ma il manichino su cui venne messo questo vestito non sembrava il solito fantoccio. Chi si affacciava al negozio notò subito che il manichino in vetrina era particolarmente bello e realistico, stranamente preciso per l'epoca nelle fattezze e sul colore della carnagione molto simile a quella umana. Tanto era fatto bene e talmente risultava realistico che la meraviglia spesso si tramutava in inquietudine nel fissarlo nei suoi occhi di vetro. Da dove veniva un manichino simile? Molte furono le ipotesi, ma una su tutte risultò decisamente la più macabra, infatti molti iniziarono a notare diverse coincidenze riguardanti quel manichino. Come mai il manichino è apparso a poca distanza dalla scomparsa del corpo della figlia di Pascuala? Come mai le fattezze di quel manichino ne ricordano statura ed acconciatura della figlia? Come mai è cosi simile alla stessa Pascuala? Perchè mai un manichino dovrebbe avere quelle che sembrano vere unghie al posto della solita unghia disegnata? Queste domande sembravano dare tutte la stessa risposta, il manichino in realtà è il corpo della figlia di Pascuala che lei ha fatto imbalsamare e vestire con quell'abito da sposa che in vita non ha potuto indossare. Questa idea incominciò a creare nervosismo e disgusto nei cittadini di Chihuahua tanto da inveire contro Pascula e minacciarla di morte se non avesse tolto il manichino dalla vetrina e confessato che altro non era che la figlia. La sarta non cedette agli insulti ed alle minacce provando a spiegare che il manichino fu eseguito volutamente in modo realistico per esaltare i vestiti con cui sarebbe stato messo in mostra, tanto era la voglia di realismo che per il capelli ne furono usati di veri, ma questo non fece altro che alimentare l'idea che quel manichino fosse realmente sua figlia. Ben presto però questa vicenda arrivò alle città vicine fino ad uscire dalla nazione facendo iniziare un fenomeno inatteso per la cittadinanza, ovvero quello di avere masse di curiosi che giungevano da qualunque per osservare il “manichino”. Questa improvvisa impennata di turisti cominciò a far aumentare l'economia della piccola città tanto che, da caso oltraggioso ed immorale, il manichino della sposa cadavere divenne il centro dell'interesse dell'intera comunità fino a far gridare al miracolo tanto era stata la fortuna che portò alla cittadina, ma non fu a quanto pare l'unico miracolo, infatti si racconta di una circostanza dove, proprio davanti la vetrina de la popular, una donna venne raggiunta da un proiettile e, ferita a morte, ebbe solo le forze per gridare: “Pascualita ayùdame”, la donna portata d'urgenza in ospedale si salvò. Pascualita (ovvero la piccola Pascuala) era il nome che gli abitanti di Chihuahua diedero al manichino assicurandosi che non venisse più spostato dal suo posto in vetrina.

Anche questa parte sembrerebbe finita, ma in realtà la storia nel tempo divenne veramente singolare. Ad oggi, quasi novantanni dopo, il manichino si trova ancora esposto nella vetrina e nessuno dei successivi proprietari ha mai pensato di toglierlo nonostante, intorno alla figura di Pascualita, incominciassero a girare strane testimonianze. Sembra infatti che molti sarebbero pronti a giurare che il “manichino” a volte sposti leggermente lo sguardo in direzione dei passanti e che, durante la notte, questo cambi leggermente posizione, alcuni ex commessi del negozio affermano di aver sentito bisbigliare senza che nessuno fosse presente nel negozio e che, a volte, l'espressione del viso del manichino sia più sorridente soprattutto in quei momenti in cui indossa il suo vecchio abito da sposa. Fantasie o suggestione, fatto sta che Pascualita ha realmente particolari che sembrerebbero aver ben poco a che fare con un semplice manichino, dalle orecchie, alle mani incredibilmente piene di mini pieghe estremamente realistiche fino alle vene che vennero scoperte al primo cambio di abito del “manichino” molti anni dopo la sua comparsa, vene che non sembrerebbero disegnate, presenti sia sulle gambe che in alcuni punti delle braccia, perchè mettere vene su un manichino che doveva essere vestito? Proprio per questi particolari si ritiene che il manichino sia effettivamente il corpo od il contenitore del corpo della ragazza, ma molti osservano l'impossibilità che un corpo, anche se magistralmente imbalsamato, potrebbe resistere così bene esposto alla luce ad ai diversi sbalzi climatici decretandone l'impossibilità che esso sia umano, ad avvalorare questa tesi si deve aggiungere la mancata volontà da parte dei proprietari di far esaminare il manichino avvalendosi del diritto di proprietà e quindi sfruttando la loro possibilità di opporsi ad una richiesta di esame. Manichino o cadavere? Quello che è certo è che si tratta dell'unico manichino conosciuto di quasi novantanni che possiede quelle che sembrano impronte digitali e che, nel bene o nel male, viene trattato come una vera principessa nel suo abito bianco, proprio come avrebbe voluto mamma Pascuala.

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